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Biodiversità

Potenziale

L'enorme potenziale medico delle piante e delle foreste sia attuale che futuro è patrimonio inestimabile. Il 25% dei farmaci occidentali derivano da ingredienti delle foreste pluviali. Meno dell'1% degli alberi  e delle piante  tropicali sono stati ad oggi testati per lo sviluppo di medicine. L' U.S. National Cancer Institute ha identificato 3.000 piante che sono attive contro le cellule cancerose; 70% di queste piante esistono solo nella foresta pluviale. 25% degli elementi attivi nelle odierne cure anticancro arrivano da organismi reperibili solo nella foresta pluviale.
 

Circa l'80% del cibo che oggi è consumato dall'uomo ha avuto le sue origini nelle foreste pluviali, basti citare il pomodoro, la patata, il riso, la canna da zucchero ed il cacao. Dei circa 3.000 frutti della foresta pluviale solo 200 sono consumati in Occidente.

Le scelte alimentari individuali sono determinanti per la salvaguardia delle foreste pluviali oltre che per il proprio organismo: per produrre 300 grammi di carne è necessario un pascolo di circa 30 mq. Con la stessa superficie coltivata si producono 9 kg di pasta, si consuma meno acqua, si evita l'inquinamento dei mari a causa delle deiezioni degli animali ed il processo produce meno gas dannosi per l'effetto serra. Oggi in Europa e Stati Uniti mangiamo circa 100kg di carne a testa, più o meno 3 etti al giorno tra insaccati, sughi e bistecche. Per produrre un kg di carne si emettono circa 36 kg di gas serra come a percorrere 330 km con un'utilitaria. Sono inoltre necessari 15.500 lt di acqua per un kg di carne contro i 900 necessari per un kg di mais. E sappiamo che l'acqua è finita: in molte parti del pianeta stiamo usando quella delle falde sotterranee non rinnovabili. Gli animali inoltre non pascolano più ma sono nutriti con cereali proteici come la soia con una conversione dell'11%: cioè il bovino usa per vivere l'89% di quanto gli viene fornito.

L'Amazzonia produce più del 20% dell'ossigeno mondiale

Le foreste tropicali in crescita assorbono dall'atmosfera un massimo di 10 tonnellate di CO2 per ettaro per anno. Ne consegue che un mq di foresta tropicale in crescita assorbe circa 1kg di CO2 per anno. Teoricamente un ettaro di bosco europeo, se fosse in salute, assorbirebbe circa 4,5 tonnellate di CO2 anno. Ma non è quasi mai in salute riducendo così drasticamente il suo potenziale di assorbimento.
 Una foresta matura tropicale al termine di un ciclo di crescita di 100 anni ha immagazzinato circa 1.000 tonnellate di CO2 per ettaro pari a 100 kg di CO2 per mq.
 Un’utilitaria a basse emissioni emette CO2 per 109g/km, quindi 1kg ogni 9km circa. 
Ipotizzando un percorso quotidiano di 45 km ci vuole un anno di 5 mq di foresta in crescita per assorbire l'inquinamento da CO2 prodotto in un giorno dall'utilitaria.
 Calcolando una percorrenza media di 1.000 km per mese l'emissione è pari a 1.308 kg per anno.

 
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